Vorrei rispondere ad alcune considerazioni fatte da Ilaria/Solidarietà
alcuni giorni fa, approfittando dell'occasione per argomentare su alcuni
punti che considero fondamentali, il tutto senza l'intenzione di scatenare
delle polemiche.
Probabilmente ripeterò alcune cose già dette da altri, spero me ne vogliate
scusare.
Avrei voluto tenere il post breve, ma non ce l'ho fatta, mi scuso anche per
questo.
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PUNTO 1 - FINO ALL'AVVENTO DI INTERNET NON ERA AFFATTO COSA IMMEDIATA
RENDERSI CONTO DEL "LATO OSCURO" DI DIANETICS/SCIENTOLOGY
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A sostegno di questa mia tesi vorrei far notare ad Ilaria che nel suo
messaggio del 2/10/07 ha scritto
" Ho letto molto sugli utilissimi e piu' noti siti italiani che trattano
l'argomento e sono rimasta sconvolta, oltre che dalla malvagita' e dal
potere di questa setta, del fatto che cosi' tante persone, anche, almeno
apparentemente, intelligenti credono nei suoi dogmi."
per poi scrivere il 3/10/07 che
"il mio quesito pero' riguardava l'assoluta' idiozia e la consistenza
palesemente fittizia e volta al proprio tornaconto delle tesi di questa
Scientology. Ovvero, a mio parere, non ci sarebbe bisogno di avere
contro-informazioni per capire che sono delle enormi pagliacciate"
Non concordo con questa sua ultima affermazione ( ...a mio parere, non ci
sarebbe bisogno di avere contro-informazioni per capire che sono delle
enormi pagliacciate), e vorrei far notare come il suo punto di osservazione
sia stato assai più ampio e privilegiato, rispetto a quello consentito allo
scientologist medio, prima dell'avvento di Internet.
Dai suoi messaggi si deduce infatti che deve aver letto MOLTO sui vari siti
critici, PRIMA di trarre le conclusioni negative che ha qui espresso.
La inviterei quindi a tener conto di questo fattore, che giudico
determinante.
Siamo proprio sicuri che in assenza di tutte quelle preziose informazioni
critiche avrebbe comunque catalogato Scientology nello stesso modo?
Non è forse più probabile pensare che - ad un esame superficiale ed in
assenza di Internet - avrebbe semplicemente catalogato Dianetics/Scientology
come gruppo alternativo un po' ingenuo del tipo "Migliora te stesso con la
psicoanalisi", "Ascolta il tuo vero io con le tecniche di rilassamento
Jacobson", "Impara ad ottenere il massimo da te stesso con la meditazione",
"Ritrova il tuo equilibrio con lo yoga" e simili?
Leggere un romanzo poliziesco partendo dall'ultima pagina, sapendo già chi è
il colpevole e come agì, rende "ovvie" le vicende della storia; il senno di
poi ci fa meravigliare del fatto che la vittima e gli investigatori non si
fossero accorti sin dall'inizio di cosa stava accadendo.
E questo è l'errore più frequente in cui può cadere chi non ha mai
frequentato Dianetics/Scientology e apprende tramite Internet inquietanti
retroscena.
Se costoro sono curiosi di capire come mai, nell'era pre-Internet, parecchie
persone caddero nella "trappola" di Ron, dovrebbero fare un piccolo sforzo
per leggere il romanzo nella giusta sequenza: partendo dalla prima pagina,
con lo stato d'animo proprio di chi ancora non sospetta l'esistenza di un
crimine.
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PUNTO 2 -
LE TEORIE E LE TECNICHE DI DIANETICS 1950 IN CUI CI SI IMBATTE DURANTE I
PRIMI CONTATTI CON LA SETTA NON SONO INSENSATE E A MIO AVVISO HANNO
CREDIBILITA' PARI A QUELLA DELLA PSICOANALISI.
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Chi assimila Dianetics (e Scientology) a fenomeni grossolani e palesemente
antiscientifici come Vanna Marchi, maghi, astrologi ecc.. ecc... secondo me
sbaglia in modo clamoroso e dimostra di non aver capito la portata del
fenomeno.
Certo, proseguendo per la strada, più avanti compaiono comportamenti
equivoci, "ricatti morali", imposizioni insensate, richieste di denaro al
limite dell'estorsione e, in qualche raro caso, violenze o ritorsioni che
possono ricordare quanto accaduto nella vicenda Marchi. Inoltre, man mano
che si avanza nella setta, si tende a praticare l'autocensura dei propri
pensieri "scorretti" e ad aderire a forme di "pseudomagìa" (dove si pensa
che un'intenzione limpida e ben direzionata possa causare praticamente
qualunque cosa).
Ma la differenza tra i due fenomeni resta comunque abissale.
Vanna Marchi faceva leva sulla superstizione popolare di grana grossa e
sull'irrazionalità, mentre Hubbard - al contrario - ha intrecciato con il
comune buon senso teorie psudoscientifiche apparentemente MOLTO razionali e
rigorose (almeno per quando riguarda il tratto iniziale del percorso da lui
disegnato).
Su teoria e tecnica di Dianetics molto è stato scritto; comunque le
"autorità" in genere ne dicono un gran male e le stroncano, CON LA
MOTIVAZIONE PRINCIPALE che si tratta di un agglomerato di sciocchezze
pseudoscientifiche.
A questo punto suggerisco di utilizzare la psicoanalisi come termine di
paragone omogeneo per valutare come si presentano agli occhi del neofita
Dianetics/Scientology; con un riguardo particolare per Dianetics, che di
norma costituisce la rampa di accesso per la quale si sale "a bordo".
L'equazione ("Mente reattiva" di Dianetics) = ("Inconscio" della
psicanalisi) sebbene non del tutto vera, risulta inevitabile ed è stata più
volte ammessa anche dagli studiosi e dai critici più feroci di Hubbard.
Anche il fatto che la "terapia" di Dianetics consista nell'indurre il
"paziente" a ricordare episodi dal suo passato per risolvere ciò che si
trova nella Mente Reattiva/Inconscio e trarne miglioramento in senso ampio,
risulta simile alle tecniche utilizzate da buona parte degli psicoanalisti.
Sempre tenendo conto che stiamo leggendo il romanzo dall'inizio, che non
sappiamo ancora quali brutte cose troveremo in futuro sul nostro cammino, e
che stiamo cercando un termine di paragone omogeneo, prendiamo brevemente in
esame la Psicoanalisi.
Scopriamo che essa viene ancor oggi insegnata nelle università
http://www.psicologia1.uniroma1.it/static/didattica/IdInsegnamento_41...
http://www.ucl.ac.uk/psychoanalysis/index.htm
http://www.nyu.edu/fas/program/postdoctoral/
http://www.columbiapsychoanalytic.org/training.html
il che ci sembra indicare che essa sia accettata da parte del mondo
accademico.
Ma se indaghiamo ulteriormente ci imbattiamo in cose che per alcuni
potrebbero risultare sorprendenti.
Il Dizionario degli scettici inizia in questo modo la voce "Psicoanalisi"
http://skepdic.com/psychoan.html
"Sigmund Freud (1856-1939) is considered the father of psychoanalysis, which
may be the granddaddy of all pseudoscientific psychotherapies, second only
to Scientology as the champion purveyor of false and misleading claims about
the mind, mental health, and mental illness."
[Trad.: Sigmund Freud (1856-1939) è considerato il padre della psicoanalisi,
il che vale a dire che potrebbe essere considerato come il nonno di tutte le
psicoterapie pseudoscientifiche, secondo solo a Scientology come
propugnatore modello di affermazioni false e fuorvianti riguardo alla mente,
la salute mentale, e la malattia mentale.]
La psicoanalisi quindi - a quanto pare - NON viene affatto riconosciuta come
disciplina scientifica, ed è anch'essa considerata alla stregua di
pseudoscienza e di credo, alla pari di Dianetics/Scientology.
Eppure, ciò nonostante, essa fa spesso parte della formazione didattica
degli psicologi, e viene insegnata nelle università che istruiscono gli
psicoterapeuti. Ciò nonostante esistono fior di professionisti che
amministrano terapie basandosi sulla sua teoria psudoscientifica.
Vediamo altre testimonianze interessanti
Ad esempio il "Libro nero della psicoanalisi" di Catherine Meyer (2005)
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__libro_nero_della_psicoanalisi.php
della cui recensione riporto un passo
"Quaranta autori internazionali - storici, filosofi, psicologi, medici,
ricercatori, ex pazienti - sostengono in questo libro tesi che il pubblico
italiano non è abituato ad ascoltare, ma che la maggioranza della comunità
scientifica ritiene fatti assodati. La psicoanalisi è una scienza? No, è una
potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo
fa è spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni
analisti riescono a instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte
sindromi è in netto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e
alla terapia farmacologica. La psicoanalisi aiuta a conoscere se stessi?
Tutt'altro: le ipotesi teoriche su cui si basano gli interventi degli
analisti ortodossi fanno acqua da tutte le parti. (...)"
Sembra che stiano parlando di Dianetics, e infatti una gran quantità di
pensatori e scienziati, stroncano la psicoanalisi più o meno con le stesse
motivazioni con cui venne e viene stroncata Dianetics.
Ad esempio cito l'interessante articolo "Era Freud uno pseudoscienziato?"
di Frank Cioffi - Filosofo della Scienza
La risposta che Cioffi offre alla domanda è un circostanziato SI.
http://www.butterfliesandwheels.com/articleprint.php?num=156
La psicanalisi insomma è materia controversa, ma per comune ammissione di
molti di quelli che l'hanno presa in esame seriamente, non risulta avere
fondamento scientifico dimostrabile, e al più le viene riconosciuto lo
status di "arte"!
Però, nonostante questa assoluta mancanza di basi scientifiche e
l'impossibilità di stabilire in modo oggettivo se la Psicoanalisi "funzioni"
oppure no, anche le persone colte comunemente ne accettano i princìpi, danno
per scontato che sia una scienza in grado di spiegare il comportamento umano
e non trovano per nulla scandaloso il fatto che venga insegnata e messa in
pratica con il beneplacito delle autorità accademiche.
Sul sito di divulgazione scientifica "Via Lattea", Silvano Fuso del CICAP
risponde in merito alla psicoanalisi, producendosi in un'affermazione che io
trovo
...
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