Friday, August 08, 2008
Caro Blog,
hai ragione, ultimamente ti ho un po' trascurato. Lo so, lo so, il trasloco non è una buona scusa, nè il fatto di non aver una connessione. Dai su, non fare quella faccia, non farmi sentire in colpa. Non è vero che non ti voglio più bene, è solo un periodo un po' complesso! E non lo sto dicendo tanto per dire, credimi!

Non pensare che mi voglia prendere il famoso "periodo di riflessione", non sono il tipo!!
Stai tranquillo, non c'è un altro! Cosa vai a pensare??? Sai che con twitter è solo un'amicizia platonica, e che Facebook praticamente lo ignoro. Con LinkedIn, poi, è solo un rapporto di lavoro! Su dai, non fare così, che ti si abbassa il pagerank e poi ti deprimi, e mi tocca inventare un meme per tirarti su il morale...

Lo so che quando muore l'entusiasmo è la fine di ogni rapporto, e so pure che negli ultimi mesi mi hai visto assente, ma cosa posso farci? Prometto che da oggi cercherò di dedicarti più tempo, e più passione. Ma dai, cosa vai a pensare? Certo, è vero che Agosto è il mese ideale per lasciarsi, ma non ci penso neanche lontanamente! Lo so che sembro cambiato, e probabilmente lo sono, ma facciamo evolvere il nostro rapporto, non facciamo di questa difficoltà - passeggera, ne sono sicuro - uno scoglio insormontabile. Devi solo avere un po' di pazienza. Lo so che gli amici non ci linkano più e che ti senti solo, ma d'altro canto cosa possono linkare, se qui non si vede nulla di nuovo? Ma si! Non te ne sto facendo una colpa, la responsabilità è soltanto mia! Capisco che per te è diverso; io tutto il giorno in giro e tu a contare le visite, ma come hai visto che si scriva o meno da queste parti i visitatori non variano più di tanto! Non sto giustificandomi! Non essere ingiusto, non è questione di minestra riscaldata... i nuovi post sono importanti, lo so anche io... Hai ragione, delle visite da google non te ne importa nulla perchè sono rapporti superficiali. Me lo hai detto tante volte che preferisci il feed popolato, ma stai tranquillo, che come riprenderemo a scrivere si ripopolerà!

Come hai detto? ma no!!! si... no... si... si...

(uff... pure il blog permaloso mi ci voleva!)

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 Sunday, June 29, 2008
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 Thursday, June 26, 2008
C'è voluto un po' di tempo in più del previsto (io le cose facili mai), ma alla fine ce l'ho fatta. Ho venduto la mia casetta di Roma e mi sposto in campagna. Me ne vado in Sabina, ove ho acquistato una bella villetta lontana dal traffico, dai vicini, da tutto.

Circondato da ulivi e mucche, sperimenterò la condizione di digital diviso (perchè qui ADSL manco a parlarne) in un Comune ove l'informatica non è che una prospettiva lontana (uno sguardo al sito del Comune è significativo).

Un po' come un novello Hahnemann, verificherò cosa vuol dire vivere dove la rete non esiste.
Mi sa che mi serve un bell'"in bocca al lupo"...

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 Monday, June 16, 2008

Ricevo da Luca una interessante segnalazione su una mozione del Parlamento Europeo in discussione a Settembre. La mozione, presentata dalla socialista estone Marianne Mikko, riguarda il tema della "concentrazione ed il pluralismo dei media nell'Unione Europea" ed ovviamente si riferisce anche al problema dei contenuti generati dagli utenti.

Luca conclude il suo post con una serie di domande di assoluto interesse:

"I blog necessitano di una regolamentazione o possono meglio difendere la propria credibilità autoregolandosi come avvenuto fino ad oggi? E' una tutela per l'utente o un vincolo a favore degli editori tradizionali imporre un valore economico alle produzioni amatoriali usate da soggetti commerciali? Come è possibile normare un mondo così dinamico e in continua evoluzione?"

Tuttavia, leggendo il testo della proposta, nutro qualche perplessità non certo sulle domande che si pone (e ci pone) Luca, quanto piuttosto sulla concretezza della proposta. Una proposta che mi sembra che partendo da presupposti errati (o nella migliore delle ipotesi distorte) giunga, inevitabilmente, a considerazioni sbagliate.

Il testo - infatti - non considera esplicitamente i blog come una minaccia, nè ritengo che esso possa essere considerato una minaccia per i blogger (nel senso che non credo sia nelle intenzioni dell'estensore esserlo), ma esprime in alcuni suoi passaggi tutta l'inadeguatezza culturale del contesto nel quale è stato partorito.

La proposta parte dal presupposto che il primo obiettivo di qualsiasi azienda operante nell'editoria sia quello del profitto (Punto F delle premesse), considera il fatto che spesso i giornalisti si trovano a lavorare in condizioni precarie e senza tutele (Punto L delle premesse) e nota che l'attività degli utenti orientata alla produzione di contenuti - essendo questa attività sfruttata in taluni casi da realtà editoriali di tipo economico - possa talora configurare eventi di concorrenza sleale (Punto M delle premesse), danneggiando oltretutto i giornalisti.

Cosa si pensa di fare per risolvere il problema? La seguente genialata: Visto che qualcuno usa commercialmente (e.g. come fonti) contenuti essenzialmente gratuiti e da questi contenuti trae un profitto, disincentiviamo la produzione di contenuti gratuiti, o trasformiamoli in contenuti a pagamento.

In sostanza lo spirito del draft non sembra affatto quello di voler danneggiare o controllare i blog, come qualcuno ha scritto di temere, ma semplicemente quello di favorire (e magari pure in buona fede) il pluralismo dell'informazione tutelando i produttori "professionali" di informazione.

Il vero problema è però ben diverso. Non è regolamentando i blog o altri UGC che si può tutelare il pluralismo dell'informazione. Per farlo è necessario rendersi conto che il mondo dell'informazione è cambiato profondamente nella sua struttura e nelle sue regole. La value chain tradizionale è stata irrimediabilmente sovvertita dal fatto che il ruolo del giornalista non può più essere quello di intermediario esclusivo dell'informazione, merce che è disponibile - e gratis - ormai a tutti. In un contesto dominato dall'overflow informativo il giornalista ha il gravoso compito di selezionare, discernere, fornire chiavi di lettura. Se per farlo utilizza fonti gratuite, ben venga, purchè ne riconosca la paternità. Se utilizza fonti non professionali senza verificare i contenuti il problema è del giornalista, non della fonte. Non si possono equiparare tutti i blog: esistono blog professionali e blog amatoriali, blog affidabili e blog che non lo sono. Chi approccia a questo mezzo in maniera acritica ed inconsapevole rischia di esserne fuorviato, è vero. E questo è un punto sul quale vale la pena di riflettere. Ma che ad approcciare in maniera acritica ed inconsapevole alla blogosfera è chi vorrebbe normarla, nel bene o nel male, questo è un po' più grave. O almeno triste.

Piccola nota conclusiva: le questioni sollevate dal draft della Mikke sono risolvibili utilizzando i normali strumenti normativi dei quali già l'UE dispone, come peraltro fa notare puntualmente Marco Massarotto in un suo post molto efficace.

 

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 Tuesday, June 10, 2008
Mi chiedo se il Signor Rossetti della Mosaico Arredamenti abbia già percepito l'effetto boomerang della sua azione legale contro Sergio Sarnari.

La storia è riassumibile in due righe: Sergio acquista dei mobili ma non si ritiene soddisfatto, parla della cosa sul suo blog in un modo che l'Amministratore della Mosaico Arredamenti ritiene diffamatorio, e questi lo denuncia chiedendo un risarcimento di 400.000 euro (alla faccia!). Rossetti inoltre ha anche la brillante idea di minacciare di ulteriori azioni legali tutti gli altri utenti che dovessero commentare il post ...direttamente nei commenti al post in questione:
"Consiglio a coloro che hanno intenzione di inserire sul presente blog notizie non veritiere e/o diffamatorie sulla società da me rappresentata di valutare l’opportunità di tale comportamento, rappresentando che le azioni giudiziarie sin d’ora promosse nei confronti del sig. Sarnari saranno estese a quanti concorreranno a tale fattispecie criminosa e/o civilmente illecita"
Ora, senza entrare nel merito della questione, mi chiedo se Rossetti si sia reso conto della stupidaggine fatta in primo luogo denunciando Sergio, ed in secondo luogo minacciando i suoi commentatori. Ovviamente la notizia è stata ripresa, tumblrata, twitterata, diffusa, commentata, analizzata e riportata da mezza blogosfera, con due conseguenze immediate:
  • la notizia è stata amplificata, con le conseguenze in termine di immagine che si possono bene immaginare per la Mosaico Arredamenti, che prima non conoscevo ma che in futuro eviterò accuratamente;
  • Google, come fa notare Caterina, sta facendo il suo lavoro, a giudicare dai risultati della ricerca "Mosaico Arredamenti" (stamane era in quarta posizione, ora in seconda... tra poco chissà...). E neanche questa si può proprio definire buona pubblicità...
In conclusione, caro Signor Rossetti, fare Corporate blogging è una scelta. Ma non si può impedire che la conversazione proceda. E non si può "scegliere" che gli altri parlino di voi. Non nella blogosfera. Faccia una cosa, mi dia retta: invece di consigliare, segua il consiglio di Antonio Tombolini, non rimedierà alla brutta figura, ma avrà dimostrato che sbagliando si impara.

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 Monday, June 09, 2008
iulm.gifCito dall'incipit di una presentazione dello IULM:

"La IULM è la prima e unica università in Italia a formare specificatamente nel settore della comunicazione nei suoi ambiti di applicazione"

Ora, a parte che l'italiano è proprio bruttino, non vi sembra di esservi montati un po' la testa?


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 Friday, June 06, 2008
In questo momento di scarsa produttività blogghesca personale, colgo al volo l'occasione di segnalare il bel video prodotto da Stakastagista ed i suoi valenti colleghi nell'ambito del laboratorio Think Communication sul tema dell'Employer branding.

Bello malgrado la mia infausta presenza, che viene però compensata dagli amici Patrizio di Nicola, Marco Stancati e Fabio Ricceri (del quale consiglio a tutti di seguire il blog, essendo Fabio uno dei massimi esperti italiani sul tema).

Buona visione!



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 Sunday, May 25, 2008

Chi era su twitter ieri verso le sei di sera a un certo punto è incappato in un mio twit generato da Qik (lo so, lo so... sono fissato). Ero in un Centro Commerciale di Tor Vergata ove, assieme ad un manipolo di studenti, al mio amico Francesco Gallucci di 1to1Lab ed ai suoi fidi tecnici stavamo concludendo un laboratorio che darà luogo ad una ricerca. In breve l'obiettivo della ricerca, della quale Francesco parla sul suo blog, è quello di capire cosa succeda "nella testa" delle persone negli attimi immediatamente precedenti all'acquisto di un prodotto.

La strada scelta da 1to1Lab consiste nel cercare di interpretare i "segnali" del corpo. Per rilevarli sono stati adottati strumenti di rilevazione del biofeedback, come potete vedere nel filmato che ho realizzato ieri con il mio Nokia...

Sono doppiamente soddisfatto del laboratorio che ieri ha concluso la fase sul campo (ora si tratta di analizzare i dati). In primo luogo per l'oggetto della ricerca, particolarmente interessante, ma anche e soprattutto perchè abbiamo dimostrato una volta di più come la strada verso la collaborazione tra Università ed Aziende, in un contesto che consenta ai giovani laureandi di crescere e sperimentare, sia realmente percorribile.

Basta volerla percorrere...

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 Sunday, May 18, 2008
L'ipotesi che BlogBabel riapra i battenti serpeggia nella blogosfera italica da qualche giorno. E d'altro canto se il dubbio c'è nella scelta dei tempi, non credo vi sia nel fatto in sè, ossia in una più o meno prossima riapertura del servizio.

Mi è capitato in questi giorni di parlarne con alcuni amici più o meno attenti ai fatti della blogopalla italiota e mi sono un po' stupito nel constatare in quasi tutti (me compreso) la stessa reazione, riassumibile nell'espressione "è finita la pace".

Al di là dei motivi che hanno portato alla chiusura del servizio offerto da Ludo e compagnia, per i quali mi sento di sposare più o meno parola per parola l'utile analisi di Luca Carlucci, quello che è interessante notare sono le reazioni alla chiusura del portale. E non faccio riferimento alle infinite discussioni ed ai post sprizzanti astio dell'una e dell'altra parte (rispettivamente suppoter e detrattori del servizio). Mi riferisco invece agli effetti della sua chiusura sulla struttura della blogosfera e delle sue dinamiche.

Effetti che possono essere riassunti in almeno due fenomeni:
  • il primo fenomeno è quello di una appartente "disgregazione" delle discussioni, dovuta probabilmente all'indisponibilità del memetracker implementato da BlogBabel (vero elemento di una qualche utilità effettiva, a mio giudizio). L'assenza di uno strumento che focalizzasse l'attenzione si questo o quel tema si è fatta sentire, in una blogosfera che è molto meno vittima di meme e catene di quanto non lo fosse in precedenza, ma che per lo stesso motivo ha probabilmente qualche difficoltà in più a concentrarsi "in massa" su un determinato tema.
    Da notare che ho usato il termine "focalizzare" e non la parola "rilevare", in quanto sono fermamente convinto che - seguendo il teorema di Thomas - l'identificazione di un meme potenziale da parte di Blogbabel contribuisse in maniera decisiva a farlo diventare un meme in atto. Ossia, per raggiungere la home di BlogBabel molti blogger avevano preso l'abitudine di accodarsi alle conversazioni segnalate da BlogBabel, che in tal senso era divenuta in grado di concentrare l'attenzione su un argomento piuttosto che su un altro.
  • il secondo fenomeno, parzialmente discendente dal primo, è quello relativo ad un vero e proprio rilassamento del ritmo di pubblicazione dei post da parte dei diversi blogger. Non intendo con questo dire che ora si pubblichi di meno, quanto piuttosto che si pubblica in relazione alla propria voglia, e non alla posizione in classifica. Con BlogBabel tutti i blog (o - meglio - tutti i blog con velleità "classifistiche") avevano imparato a respirare all'unisono, al ritmo imposto dall'esigenza di mantenere le posizioni. Oggi questo fenomeno è venuto meno, ed i blogger hanno riscoperto la bellezza di respirare secondo i propri ritmi.
Il combinato disposto dei due fenomeni - oltretutto - ha fatto si che BlogBabel fosse nel contempo strumento di misura (ammesso che vi fosse chiarezza sul significato delle misure) e influenzatore attivo di discussioni. Discussioni che contribuivano poi - rilevate da BlogBabel stessa - a determinare i risultati delle misurazioni (sempre di BlogBabel).

Ma tutto questo è passato. Vedremo che succederà nel futuro. E voi, che ne pensate?

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 Thursday, May 15, 2008
Li riconosci dalla camminata. Persi tra via della Scrofa e via del Corso. Ignari eppure tronfi. Smarriti e prepotenti. Ancora vestiti con il vestito buono del primo giorno di scuola. Le scarpe lucide, di chi non cammina a piedi. Con quella pienezza di sé che solo la consapevolezza del potere sa dare. Un potere appena conquistato eppure già familiare, che al potere ci si abitua presto. Un potere tutto ancora da agire, da sperimentare, da provare. Proprio come un giocattolo nuovo.

Li riconosci dalla camminata. Dal passo con il quale percorrono le vie del centro. Un passo goffo, di chi ancora non sa bene dove andare e cosa fare; l’altro prepotente, di chi – pur senza sapere dove – va avanti comunque. Va avanti aspettandosi che la gente si sposti, che “gli altri” cedano il passo. Sono i nuovi potenti. I nuovi titolari di una poltrona, di una poltroncina o di uno scanno. Ma anche di uno strapuntino, che tutto va bene per saziare la fame di potere. È il nuovo turno di potenti, che per la loro fame affamano l’Italia.

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 Tuesday, May 13, 2008
La rivista ZeroUno - testata storia dell'ICT nostrano - mi ha invitato ad un seminario che si terrà domani tra poche ore a Roma.

Il tema è quello dell'Enterprise 2.0 e la platea è costituita da un gruppo di Responsabili IT di aziende e pubbliche amministrazioni. Se possibile, dalle 18.00 alle 19.00 trasmetterò l'evento tramite l'ormai inseparabile Qik.

Di seguito le slide della mia presentazione, che servirà come introduzione per la Tavola Rotonda moderata da Stefano Uberti Foppa, Direttore di ZeroUno.



Naturalmente, i commenti sono sempre benvenuti...

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 Thursday, May 08, 2008
Mentre ci si interroga sul tema degli UGC, in una settimana dominata da conversazioni più o meno dal basso (ma continua a piacermi poco la dizione "dal basso"), la simpatica Barbara Chicca, di Uniroma Network, mi intervista su Bloglab e - in particolare - sul professional blogging. Posto qui le risposte all'intervista, per conoscere il vostro punto di vista in proposito...

Cos’è Bloglab?
Un laboratorio ideato dalla sinergia tra blogger, docenti universitari (anch’essi blogger per passione) ed aziende. Nasce lo scorso anno da un’idea mia e di Antonio Sofi, docente dell’Università di Firenze e – visto il successo dell’iniziativa – abbiamo pensato di replicarla quest’anno, con l’aggiunta delle Università di Torino, di Genova e di Urbino. Sostanzialmente è una “scuola di blogging”, nella quale i partecipanti sono chiamati ad aprire un blog con il supporto di esperti, e completano il loro percorso con uno stage in azienda.

Perchè una "scuola" di blog, quali competenze è necessario acquisire per gestire un blog in modo professionale?
Per “aprire” un blog non sono necessarie particolari competenze, l’operazione è semplicissima e bastano pochi minuti. Ma avere un blog personale ed usare il blog come strumento di comunicazione “professionale” sono due cose ben diverse. Che lo si usi nella comunicazione d’impresa (ad esempio nel corporate blogging) o che lo si adotti nel contesto di una attività editoriale (come nel caso del micro-publishing) il ricorso al blog richiede competenze e know-how specifici che vanno ben oltre quelli che servono per aprire uno spazio su myspace.
È necessario comprendere le relazioni che esistono tra la blogosfera ed il sistema dei media “tradizionali”, quali sono i linguaggi da adottare in quello che è un vero e proprio mondo, quali le metodologie per entrarvi in contatto. Spesso a tutto ciò le aziende ed i media “classici” non sono preparati. Non si tratta di “piegare” il blog a linguaggi e mondi per i quali non è nato, ma di comprendere come il blog, con il suo linguaggio, possa essere utilizzato in tali contesti. Per questo motivo io ed Antonio abbiamo pensato a bloglab.

In che modo un blog realizzato da un blogger professionista si differenzia da quelli privati?
Premesso che più che formare “blogger professionisti” il nostro obiettivo è quello di formare professionisti che sappiano usare il blog, le differenze sono varie. Il blog professionale ha un obiettivo, una linea editoriale, un progetto. Non è fatto principalmente per piacere a chi lo scrive ma per essere compreso da chi lo legge. I blog personali non devono preoccuparsi di tutto ciò, devono piacere prima di tutto a chi li scrive. Tutto il resto viene in un secondo momento.

Si può fare del blog un lavoro, soprattutto nel settore della comunicazione?
Ricollegandomi alla domanda precedente, conoscere la blogosfera e le sue regole è secondo me ormai un obbligo per chiunque lavori nel mondo della comunicazione. In tal senso sono già molti i professionisti che – lavorando in tale settore – hanno quotidianamente a che fare con i blog. È una competenza che nelle aziende manca, e che comincia ad essere richiesta. Detto questo, ci sono persone che hanno fatto del loro blog una fonte di reddito. Anche se in Italia sono ancora decisamente poche.

Quali sono i prossimi passi per bloglab?
La seconda edizione è appena iniziata, ma stiamo già pensando a “spin off” del laboratorio, nei quali sperimentare nuovi linguaggi e nuove modalità di lavoro, dedicandoci a progetti specifici che vedano coinvolte aziende ed istituzioni già dalla prima fase del laboratorio.

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 Monday, May 05, 2008
...tra il Barcamp di Matera e gli altri, consiste nel fatto che l'incontro materano - prima di tutto - è un'esperienza emozionale.

E' un'esperienza che va al di là della qualità degli interventi, dei temi, della blogosfera, dei social network, di tutto ciò che sta intorno alle relazioni. E' un'esperienza che le relazioni le crea, le salda, le valorizza.
E' il prima e il dopo, è il mentre che non è il durante, è il come.

Altro - per ora - secondo me non c'è da dire...

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 Friday, May 02, 2008

Ricordate quando Robin girava per Barcamp armato di portatile a spalla e telecamera? Per la gioia del suo chiropratico, ora è sufficiente un Nokia N95 (o altro telefono compatibile) ed un componente software che si chiama Qik per realizzare dirette ...direttamente dal telefonino, senza computer, cavi e compagnia cantante.

Lo ho provato ieri e - malgrado sia un'alpha version - sembra funzionare a dovere. Peraltro si collega anche con diversi Instant Messenger (tra i quali Twitter) per avvisare i propri contatti dell'avvio di una diretta...

Me lo porto a Matera, quindi - se doveste ricevere un twit di avviso - sappiate che ci sarà un live streaming in corso, magari dal "carcamp" con Antonio e Diego...

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 Thursday, May 01, 2008

Domani si parte per Matera.

Si parte per partecipare alla seconda edizione di quello che secondo me è stato uno dei migliori Barcamp visti in Italia. Il compito di Clara, Alfredo, Caterina, Giovanni (grande assente) e gli altri è arduo. Ma non dubito che sapranno superarsi e superare ciò che di grande è già stato fatto l'anno scorso.

Non grazie all'organizzazione, non per merito della location, nemmeno grazie all'impegno profuso (che non è poco). Ma grazie al cuore. Al cuore che hanno messo e stanno mettendo in qualcosa che va ben al di là di una giornata di incontro tra blogger.

Cuore, ensusiasmo, passione. E' di questo, ancor prima di metter piede a Matera, che vi ringrazio.

 

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 Wednesday, April 30, 2008
Non posso che sorridere, leggendo questo sfogo di Ester e ripensando a qualcosa che scrissi un po' di tempo fa... è un sorriso un po' amaro, in realtà, che scema quando leggo anche questo post di Vittorio. C'è qualcosa che accomuna noi, la mamma di Vittorio e le ragazze "cretinette" delle quali parla Ester. L'evoluzione. O forse - meglio - il cambiamento.

Un inesorabile, lento (ma neanche tanto) cambiamento che fa sì che l'atteggiamento rispetto alle tecnologie muti implacabilmente nel tempo. E se la mamma di Vittorio è perplessa da YouTube ed infastidita da un mouse/mosca che si muove qua e là per lo schermo, Ester è perplessa ed infastidita dall'uso che fanno le ragazze di un newsgroup. Ma la natura del fastidio temo sia la stessa della perplessità dell'ottuagenaria genitrice dell'amico blogger.

Le cose cambiano, le modalità di comunicare mutano e si allontanano dai nostri schemi interpretativi. Il nostro modo di interpretare la realtà delle tecnologie (e non solo quella) non è quello giusto, è solo il nostro. Ed è un flash di un percorso evolutivo (o - in taluni casi - involutivo) che non possiamo pensare di arrestare.

La natura della differenza d'approccio tra Vittorio e sua madre rispetto alle tecnologie è forse simile a quella che c'è tra noi ed i nativi digitali, i quali fanno un uso assolutamente funzionale delle tecnologie, senza sapere cosa ci sia dietro, senza interrogarsi su come funzionino, senza chiedersi da dove provengano. Ma quanti di noi sanno come funziona un motore, una televisione, lo sciacquone del water?
Per certi versi, l'ignoranza tecnologica delle nuove generazioni, abilissime con il cellulare ma spesso completamente estranee all'informatica, è forse un bene. Un bene in quanto sintomo di una accettazione delle tecnologie quali parte integrante della vita quotidiana. Ma è senz'altro anche un rischio. Un rischio che nasce da una diversa capacità di lettura delle tecnologie stesse, delle loro possibili applicazioni, dei potenziali impatti sulla vita e sulla società.

La nostra responsabilità, in questo, è grande. Siamo l'ultima generazione che è nata prima del cellulare. Siamo l'ultima generazione a ricordarsi di quanto l'e-mail non esisteva. Siamo la generazione in grado di confrontare il prima ed il dopo.

E siamo comunque una generazione che - tra qualche anno - di fronte al pronipote di YouTube, avrà la stessa reazione della mamma di Vittorio. E questo ha fatto scemare il mio sorriso...



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 Wednesday, April 23, 2008
È proprio litigiosa la blogosfera italiana (ma esiste?). Non potendo più prendersela con Blogbabel, qualsiasi cosa che assomigli ad una classifica è un buon motivo per scatenare la (prevedible?) rissa. Eppure l’idea di Montemagno non era malvagia:

invece di preoccuparmi di riempire un teatro da 500 posti, distribuisco il lavoro tra una trentina di blogger dando ad ognuno di loro venti inviti, ed il gioco è fatto”.

Peccato che così Marco abbia scontentato tutti.
  • Ha scontentato quelli che sono rimasti fuori dalla lista dei trenta eletti, (“...e io che sono, un blogger di serie B?”).
  • Scontenterà quelli che non saranno invitati dai trenta eletti di cui sopra (“manco in seconda battuta mi chiamano!”). Diverse amicizie si incrineranno per questo (“...ma come: non sono nemmeno nei primi 20 posti dei tuoi pensieri? Ti tolgo dalla blogroll!”).
  • Ma soprattutto, e questa è la cosa più divertente, scontenta anche i trenta eletti, che hanno il problema di distribuire 'sti venti inviti. Con me è arrivato per primo Alessio. Ma altri cinque me lo hanno proposto in rapida successione… Sembra facile, trovare nei propri contatti altri venti blogger che non siano stati già contattati da un altro eletto! Chi rimarrà con il cerino in mano?
Dal mio punto di vista a volte tendiamo un po' troppo a drammatizzare, da queste parti... Montemagno chiama trenta amici e gli chiede di dargli una mano a riempire un teatro. Non c'è nulla di male, se non che il reporter diffuso diffonde la lista della "sporca 30ina" (come la definisce lui) facendola passare per la lista dei blogger più autorevoli. E differenziandoli da tutti gli altri 470.

Voi che ne dite, imprudenza, ingenuità o calcolo?

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