LA NASA SPERIMENTA LA COMUNICAZIONE VIA LASER

Monna Lisa va nello spazio

Il quadro di Leonardo è servito agli ingegneri della NASA per testare la comunicazione a grande distanza con un satellite tramite la tecnologia laser. I ricercatori hanno spedito sul Lunar Reconnaissance Orbiter l'immagine della Monna Lisa, ponendo le basi per future comunicazioni via laser con lo spazio.

     18/01/2013
Credit: Xiaoli Sun, NASA Goddard

Credit: Xiaoli Sun, NASA Goddard

Già è in assoluto il quadro più noto della storia, visto ogni anno da milioni di visitatori. Ora la sua notorietà si spinge oltre il nostro pianeta. La NASA ha infatti spedito, o meglio trasmesso, la Gioconda fino quasi sulla Luna.

I ricercatori hanno usato infatti il quadro di Leonardo per testare per la prima volta la trasmissione di informazioni via laser con un satellite in orbita attorno alla Luna, il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO).

L’immagine della Monna Lisa è stata trasformata in una sequenza di pixel e ha viaggiato per circa 386mila chilometri dalla stazione Next Generation Satellite Laser Ranging della NASA, al Goddard Space Flight Center nel Meryland (USA), fino al Lunar Orbiter Laser Altimeter (LOLA), montato su LRO.

David Smith, lo scienziato a capo degli esperimenti con LOLA, ha detto che «è la prima volta che è possibile comunicare via laser a queste distanze. Questo tipo di tecnica, nel futuro, potrà essere utile per le comunicazioni radio con i satelliti».
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Mentre la maggior parte dei satelliti che escono dall’orbita terrestre usano le onde radio per il tracking  e la comunicazione, LRO è l’unico a usare anche il laser. Una volta ricevuto il segnale digitale, l’immagine è stata rinviata sulla Terra utilizzando la telemetria tradizionale radio, per accertare il successo dell’operazione

L’immagine è stata divisa in 200 pixel, ciascuno dei quali è stato poi convertito nella scala dei grigi e codificato con un numero da 0 a 4095.  Ogni pixel è stato trasmesso con un impulso laser, “sparato” in uno tra 4096 slot di tempo disponibili nell’ambito della finestra temporale allocata. In questo modo l’immagine completa è stata trasmessa una velocità di trasferimento dati di circa 300 bit al secondo.

Le condizioni atmosferiche attorno alla Terra hanno causato qualche disturbo e l’immagine, al momento dell’arrivo, mostrava qualche imperfezione. I ricercatori hanno corretto le imperfezioni utilizzando lo stesso codice di correzione utilizzato in CD e DVD.

«Questo primo importante risultato – ha detto soddisfatto Richard Vondrak, vice scienziato del progetto dell’orbiter – pone delle solide basi per il progetto  Lunar Laser Communications Demonstration (LLCD), centrale nelle prossime missioni lunari della NASA».

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