Italia nell'Arte Medievale

Percorsi guidati nell'arte del Medioevo italiano suddivisi per aree geografiche


Sant'Anastasio a Castel Sant'Elia
Posta sul luogo dove secondo la leggenda sorgeva un tempio di Diana e dove in epoca altomedivale sorse un monastero prima benedettino e poi cluniacense, la chiesa dedicata a Sant'Anastasio può essere fatta risalire per le caratteristiche architettoniche agli anni intorno al 1125. L'unica testimonianza documentaria sulle sue origini parla di una cerimonia di consacrazione avvenuta sotto un abate Bovone che governò il monastero negli ani del papa Onorio II (1124-1130).
Costruita completamente in tufo, la chiesa ha una facciata a doppio spiovente di semplice struttura. La parte superiore è caratterizzata da tre sezioni rientranti delimitate in alto da archetti pensili.
Due monofore dalle cornici marmoree si aprono sotto la serie orizzontale di archetti.
Nella parte inferiore si aprono tre portali di tipo benedettino composti giustapponendo elementi scultorei altomedivali ad altri scolpiti appositamente.

In quello centrale appaiono di esecuzione romanica gli stipiti interni, l'architrave e l'archivolto. Gli stipiti estreni sono caratterizzati da rilievi ad arco ed a intreccio provenienti probabilmente dall'arredo di una chiesa precedente.

L'architrave è interessante per il dinamismo dei leoni che atterrano dei cervi ai lati di un'aquila.
Gli elementi scultorei degli stipiti interni, pur meno rigorosi di quelli altomedievali e di minore qualità, testimoniano della fantasia e dell'attenzione al naturalismo degli esecutori.
Il portale destro ha semplici stipiti ad intrecci ed architrave ed archivolto decorati con tralci spigolosi.
Il portale sinistro ha l'archivolto costituito da frammenti di un ciborio del VIII-IX secolo.
Il prospetto orientale è dominato dal volume parallelepipedo del transetto, di altezza inferiore a quella della navata centrale e non eccedente in pianta. Su di esso si innesta il possente cilindro dell'unica abside.
Il coronamento dell'edificio è costituito da mensoloni marmorei tra serie di denti di sega mentre è forse dovuto ai restauri l'interruzione delle semicolonne che scandiscono la parte inferiore del cilindro.
L'interno è a tre navate su colonne dai capitelli di reimpiego. Un basso arco trionfale su colonne addossate limita dalla navata l'osservazione della zona presbiteriale.
Gli unici capitelli medievali sono quelli di controfacciata. Quello a destra è scolpito con una serie di figure umane che si tengono per mano, come in una danza.
La zona presbiteriale è divisa dalla navata da due plutei. Di fronte all'abside si trova un bel ciborio su colonne mentre nelle pareti del transetto sono osservabili estesi resti di un interessante ciclo di affreschi.
Il ciborio ha una copertura su due livelli: un'architrave modanata poggia sui capitelli e supporta un tetto a due falde su colonnine. Sul frontale una croce ad intarsio ne completa la decorazione.
I capitelli del ciborio sono di tipo classico a foglie d'acqua.
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