Il genere Lagenaria produce frutti che è un po’ improprio chiamare zucche: non somigliano per nulla alle zucche propriamente dette, salvo rari casi non hanno un impiego alimentare ma solo ornamentale. La loro caratteristica peculiare è quella di avere, una volta essiccate, una buccia dura e resistente e al tempo stesso di essere molto leggere: questo ha fatto si che il loro principale utilizzo in passato fosse come contenitore per liquidi (infatti molte varietà vengono chiamate fiasco, bottiglia, anfora, ecc.). Una volta essiccate si svuotano internamente e i semi rimangono liberi di muoversi e producono un caratteristico rumore urtando le pareti: per questa caratteristica sono state anche utilizzate come strumento musicale o nelle cerimonie religiose.
In inglese ed in francese questo tipo di zucche è chiamato “Gourde”, un vocabole completamente diverso da quello utilizzato per le zucche vere e proprie (squash e pumpink, o potiron e courge).
Gli americani indicano con Gourde tutte le zucche ornamentali e/o non commestibili, includendo nella categoria le spugne vegetali (luffa cilindrica) e le C. Pepo ornamentali come la warted, la crown of thorns e la nest egg.

Dal punto di vista botanico le piante del genere Lagenaria appartengono anch’esse alla famiglia Cucurbitaceae, quindi hanno una parentela con le “vere zucche” del genere Cucurbita, ma non più di quanto lo abbiano i meloni (Cucumis melo).

Dal punto di vista storico le Lagenaria si originano oltre 10.000 anni fa e risultano diffuse in tutti i continenti. Molti reperti archeologici con residui di Lagenaria sono stati rinvenuti, dal nord al sud America, dall’Asia (India, Cina) all’Europa. I botanici hanno però ipotizzato che la loro zona di origine sia l’Africa, basandosi sui numerosi “parenti” allo stato selvatico che in quel continente, a differenza degli altri, ancora esistono. Un botanico negli anni ’50 del secolo scorso, realizzò un curioso esperimento: lascio una Lagenaria a galleggiare in acqua salata per quasi un anno, poi ne estrasse i semi e li conservò per 6 anni.Dopo quel periodo molti di essi erano ancora in grado di germinare. Con ciò ha avvalorato l’ipotesi che degli esemplari di questo genere abbiano potuto colonizzare spontaneamente il pianeta, viaggiando da un continente all’altro, galleggiando nell’acqua degli oceani.